Descrizione
Dedicato al fascista Cesare Marzari morto nel corso della guerra civile spagnola, lo stadio comunale “Marzari” rappresenta, insieme alla piscina comunale di via Dogali, all’ippodromo e al palazzetto coperto, la principale struttura del quartiere destinato allo sport, che sorge per iniziativa del governo fascista locale nell’area a nord della città in prossimità del Foro Boario.
Il progetto risultato vincitore del concorso bandito nel 1934, redatto dall’ing. P. L. Nervi, già autore dello stadio “Berta” di Firenze del 1929, viene abbandonato per l’eccessivo costo della realizzazione. L’edificio non presentava la forza plastica di quello fiorentino; tuttavia proponeva un’interessante soluzione in cui le tribune, sostenute da una serie di archi, formano una galleria continua che occupa il perimetro dell’anello.
L’opera è affidata dunque all’ing. Umberto Costanzini (con Claudio Silvestri), autore dello stadio “Il Littoriale” di Bologna, terminato quasi dieci anni prima, pensato per essere fulcro di un sistema urbano che grazie ad alcuni elementi architettonici come la torre “Maratona” (progettata dall’architetto piacentino G. U. Arata) mediava tra le preesistenze monumentali della città e il nuovo quartiere. Meno caratterizzato dal punto di vista dell’impianto urbanistico, il complesso modenese è costituito di due parti. L’edificio principale dello stadio, realizzato dal Consorzio Cooperative Costruzioni, comprende il prato per il gioco del calcio, la pista per gare podistiche e di velocità e campi per l’atletica leggera. Il lato orientale è dominato dalla tribuna coperta dalla sezione curvilinea, studiata per garantire la perfetta visibilità agli spettatori. Un secondo fabbricato destinato a servizi lungo viale Monte Kosica, terminato nel 1942, ospita invece gli ingressi, le biglietterie, gli spogliatoi per gli arbitri, una palestra e il salone per le adunate.
Nel 1945 lo stadio viene intitolato al ginnasta modenese Alberto Braglia e dal 2002 al 2006 l’iniziale capienza massima di sedicimila spettatori è stata portata a ventimila con la realizzazione delle nuove tribune e la ristrutturazione di quella precedente coperta, a opera dell’ing. Massimo Majowiecki e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Modena. Il nuovo intervento ha cambiato notevolmente l’aspetto dell’edificio la cui nuova copertura metallica costituisce ora un elemento di forte riconoscibilità.