Sala Borsa

Conosciuto anche come: Caffé Concerto

Indirizzo Piazza Grande

Descrizione

Il progetto di conversione d’uso dei locali al piano terra del Palazzo Comunale nasce nel 1933, quando il Comune di Modena e il podestà Guido Sandonnino decidono di far fronte alla domanda, manifestata dal Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa, di provvedere a un luogo coperto destinato alle contrattazioni delle merci. L’ing. Remigio Casolari, autore della prima proposta, richiamato alle armi, lascia il posto a Gaetano Malaguti che redige il progetto che troverà realizzazione nel 1939. L’intervento prevede lo sgombero e la rimozione delle botteghe ottocentesche esistenti e lo sventramento delle numerose partizioni interne, al fine di creare spazi più funzionali alle nuove esigenze. La parte adiacente il portico è caratterizzata da tre file di campate, coperte da volte in mattoni alle quali segue un’altra sala separata, coperta da un lucernario in cemento tondo forellato. Le sale sono pensate poi per essere messe in stretta correlazione con la città storica mediante la realizzazione di percorsi di attraversamento interno che collegano il portico con via Scudari e via Castellaro. Come riportano le cronache dell’epoca, si attendeva dal progetto l’introduzione di nuovi linguaggi ottenuti dall’uso di materiali moderni quali l’acciaio, il ferro, il vetro. L’aspetto degli spazi rimanda invece a un rigore che guarda all’antico attraverso i rivestimenti marmorei, accentuato dall’apparato iconografico rappresentante simboli fascisti realizzato da Benito Boccolari e dal programma scultoreo di busti e bassorilievi a opera di Dante Zamboni in parte ancora oggi visibile, raffigurante scene di esaltazione dei valori della vita rurale. Sono riconvertiti a sede della TIMO (Telefoni Italia Medio Orientale) fino agli anni Sessanta e poi utilizzati, nella metà degli anni Settanta, come spazio espositivo per la fotografia gestito dalla Galleria Civica – «la prima e forse unica galleria fotografica di Modena» – chiamata appunto ex SIP, aperta grazie alla collaborazione tra il fotografo Luigi Ghirri e Oscar Goldoni, artista e fotografo, direttore della Galleria Civica. Sono anni di grande fermento culturale e avanguardia artistica, supportati a livello politico e amministrativo dalla giunta di Rubes Triva (PCI) che vede Germano Bulgarelli assessore dell’Istruzione e della Cultura. Gli spazi della ex Sala Borsa ospitano oggi un locale dedicato alla ristorazione e alla musica, accentuando la vocazione commerciale e per il tempo libero dei contenitori storici della città, indicata nel piano elaborato dall’architetto Pier Luigi Cervellati per il centro storico del 1986.

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  • M.C. Nannini, La pittura italiana d’oggi, in «Mutina», febbraio 1936.
  • M. Dezzi Bardeschi, Le pietre di Modena: la storia siamo noi: un nuovo ingresso all’antico palazzo della comunità, Comune di Modena, Modena 2004.
  • G. Guandalini (a cura di), Il Palazzo Comunale di Modena: le sedi, la città, il contado, Edizioni Panini, Modena 1985.
  • P. L. Cervellati, G. Botti, C. Ferrari, A. Ronzani, Il centro storico di Modena, Grafiche Rastignano, Bologna 1986. ASCMO, Cartella 15, Palazzo Comunale (filza 15.7).
  • V. Bastai, intervista a Fausto Ferri, Galleria Civica 2017.
  • ASCMO, Fascicolo industria e commercio (anno 1936, filza 1636).

Committente

Comune di Modena

Proprietà attuale

N/A

Fruizione attuale

Pubblica

Destinazione originale

Sede della Borsa Merci

Destinazione corrente

Caffè ristorante

Trasformazioni

Sede della TIMO (Telefoni Italia Medio Orientale); galleria fotografica

Tipologie di intervento

Demolizione, Riqualificazione

Stato

Realizzato , Riconvertito

Vincolo

N/A

Riferimento PUG

N/A

Riferimento normativo

N/A

Itinerari