Piazza Giuseppe Mazzini

Conosciuto anche come: Piazza della Libertà

Indirizzo Via Emilia Centro

Descrizione

Nell’ambito delle opere di risanamento previste dal Piano del 1902, la creazione di piazza Mazzini costituisce uno dei principali interventi di ridefinizione degli spazi pubblici del centro storico, insieme a quelli che portano alla realizzazione di piazza XX Settembre. L’opera, realizzata dalla Cooperativa Muratori ma non completata, prevedeva la demolizione dei fabbricati fino a via Farini. Tra il 1904 e 1905 si interviene tuttavia solo sull’isolato compreso tra via Blasia e via Coltellini fino al fronte del Tempio Israelitico. Il vuoto urbano della piazza aperto a sud lungo la via Emilia trova la sua quinta di fondo nel fronte della Sinagoga, costruita dall’ingegnere Ludovico Maglietta nel 1873, caratterizzata dalla facciata conclusa a timpano e sorretta da un doppio ordine gigante di colonne. Si manifesta in tal modo la presenza, fino ad allora nascosta dalla densità edilizia, del luogo simbolo della comunità ebraica. Esistente per volontà del duca Francesco I d’Este dal 1638 e separato dalla città con tanto di cancelli fino al 1859, il ghetto si estendeva nell’area tra la via Emilia, Via Taglio, vicolo Squallore e via Torre. La piazza prenderà il nome che conosciamo solo a partire dal 1911, mentre inzialmente era denominata “della Libertà” per significare la fine della discriminazione. L’aspetto architettonico della piazza si completa poi sui due restanti fronti con la creazione delle cortine edilizie in stile eclettico. Più tardi, nel 1933, viene realizzato anche un albergo diurno sotterraneo, struttura prevista fin dal 1919 per offrire accoglienza e servizi di igiene e cura alla persona a viaggiatori in transito e cittadini (barbiere, pedicure, lustrascarpe, ..), che resta in uso fino agli anni Settanta. Lo spazio della piazza si organizza intorno a un parterre verde, a cui in epoca fascista si aggiungono i filari di alberi, lasciando lungo il perimetro i percorsi di circolazione che costeggiano i fronti degli edifici destinati al piano terra a funzioni commerciali. La recente riqualificazione (2018-2019) ha trasformato la piazza in un moderno “salotto urbano pedonale” modulato su diversi livelli, con pietre calcaree di differenti formati, ridefinendo i rapporti spaziali. I lavori hanno previsto: il rifacimento della pavimentazione, abbassata allo stesso piano degli edifici a contorno migliorandone la funzionalità per attività ed eventi; aiuole verdi con sedute e una lama d'acqua centrale perpendicolare alla via Emilia nella parte retrostante verso la Sinagoga; sono state conservate la maggior parte delle alberature esistenti e risistemate le alberature monumentali: due grandi lecci, quattro magnolie, un acero e un ginko biloba. Il cantiere ha incluso anche il restauro dell’Ex-Albergo Diurno (2019-2021) che ora ospita una welcome room turistica con wifi, deposito bagagli e spazi per una breve sosta, bagni pubblici, mantenendo così l’originaria funzione pubblica di accoglienza, e locali per attività multimediali, mostre e conferenze. Il nuovo volume sotterraneo affiora a livello della piazza creando una piattaforma rialzata per piccole manifestazioni, installazioni o giochi liberi e offre un gradino di seduta sul perimetro. Nel 2008 Mario Botta era stato incaricato per sviluppare proposte per le 3 principali piazze di Modena (Mazzini, Matteotti, Garibaldi) nessuna delle quali è stata realizzata.

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Committente

Comune di Modena

Proprietà attuale

Pubblica

Fruizione attuale

Pubblica

Destinazione originale

Piazza

Destinazione corrente

N/A

Trasformazioni

N/A

Tipologie di intervento

Demolizione, Nuova edificazione, Riqualificazione

Stato

Realizzato

Vincolo

N/A

Riferimento PUG

N/A

Riferimento normativo

N/A

Itinerari

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