Parco Amendola
(da rivedere)
Il parco Amendola, rappresenta l’intervento che meglio interpreta le politiche sugli standard verdi che il piano del 1965 aveva posto al centro degli strumenti di pianificazione.
Il progetto vincitore del concorso poi non perfettamente realizzato, vede la sua stesura iniziale prima della revisione del PRG del 1975 e prefigura questa grande area nel cuore dell’espansione urbana sud della città, come una pianura verde interrotta da due laghi, tra filari di colline artificiali disposte in maggioranza lungo il perimetro est ed ovest dello stesso, simulazione cittadina degli argini dei fiumi della pianura, a protezione di questo dalle vicine case e strade, in assenza di recinzioni. Il parco cerca una separazione con l’intorno costruito, senza tuttavia escludere la possibilità di una continuità in special modo con le scuole e gli impianti sportivi, che si trovano lungo il confine orientale.
Accanto al valore d’interruzione dello sviluppo urbano, il parco è pensato come un luogo in cui il contatto con la natura genera anche esperienze ludiche e di divertimento, più utili alla vita dell’uomo, attraverso le forme degli elementi caratteristici che ne definiscono chiaramente l’aspetto, oltre ad una serie di servizi di maggior attrazione quali lo zoo e il luna park, inizialmente pensati da introdurvi.
Non si trovano infatti quinte scenografiche, fondali verdi come in un approccio paesaggistico di tipo classico, si trovano piuttosto oggetti in relazione tra loro. Come le colline a cono, progettate per essere luoghi di riparo e “isolamento” o i cilindri di cemento, la cui forma si presta alla sosta così come al gioco. Dello stesso materiale sono le lastre che uniscono i vari punti focali del parco e seguono le trame principali dei filari di alberi. Esse si distanziano le une dalle altre per poter far penetrare il verde negli spazi interstiziali, che ridefinisce i confini delle lastre e le fa apparire come pietre affioranti dal terreno. La forte caratterizzazione formale di questi elementi e il loro definirsi come natali e “costruiti” insieme, interessa anche le attrezzature che si trovano nel parco, come il proiettore-meridiana, realizzato con tubi metallici color rosso. Come la chioma dell’albero di giorno fa girare l’ombra prodotta dai raggi del sole, così questa struttura, di notte, scandisce le ore attraverso la proiezione della luce. Parte fondamentale del progetto e interesse centrale della ricerca degli autori è poi il tema della vegetazione, in maggioranza querce e conifere, studiata nei suoi aspetti paesaggistici, nelle sue suggestioni formali e pensata come parte dello spazio del parco. I volumi degli alberi, delle siepi sono proporzionati nel progetto, agli spazi aperti, ai prati, in modo da creare un ambiente armonico con quanto visto in precedenza.
Archivio Franca Stagi, Progetti di lavoro nello studio di viale Nicola Fabrizi, bb. 71-73, e Tavole sul verde urbano, cartella 1.
Parco Amendola a Modena, ovvero la fantastica presenza di un parco nella notte, in “L’arredo della città. Tecnica, progetto, riqualificazione dell’ambiente antropizzato”, n.3, Sinopia, Milano, 1987, pp. 94-104.
La memoria della città…pp. 315-319.
Nella notte del parco, in “AU”, n.23, 1987, pp. 114-115.
F. Zagari, L’architettura del giardino contemporaneo, De Luca, 1988, pp. 28, 48-49.
V. Bulgarelli, C. Mazzeri, La città e l’ambiente. Le trasformazioni ambientali a Modena nel Novecento, APM edizioni, Modena, 2009, pp. 59-66.
R.D’Agostino, Il verde pubblico a Modena dal dopoguerra ad oggi, in Botti G., Natura e cultura urbana a Modena, Edizioni Panini, Modena, 1983, pp.358-375.
A. Donti, Per una nuova città. Centro storico - città – territorio nella partecipazione. (Scritti di G.Michelucci, L.Savioli….) Alinea Editrice, 1983, p.146.
A. Costa, Modena dopo il modello razionalista. Continuità, discontinuità, crisi dell’azione urbanistica comunale, in Montedoro L. (a cura di), La città razionalista, modelli e frammenti. Urbanistica e architettura a Modena, 1931-1965. RFM edizioni, Modena. 2004, pp. 281-291.
Committente
Comune di Modena
Proprietà attuale
Pubblica
Trasformazioni
Altre catalogazioni
Riferimento PUG
Riferimento normativo
L'esposizione racconta con un centinaio di opere il fondamentale ruolo di Torino per l’affermarsi del Liberty, un’arte che nella capitale sabauda diviene il fulcro di una storia che travolge ogni aspetto della vita e della società.
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