Direzionale 70

Conosciuto anche come: Centro Direzionale 70; Condominio Zetadue Direzionale 70

Indirizzo Via Pietro Giardini, 454

Descrizione

L’edificio si presenta come uno dei più significativi interventi realizzati a seguito delle politiche urbane ispirate dal piano regolatore del 1965 e dei successivi. Lo strumento urbanistico recepiva temi caratterizzanti il dibattito architettonico e urbanistico del periodo, che produsse alcune note esperienze come la realizzazione del fiera district di Bologna e di Napoli, entrambi affidati alla metà degli anni ’60 all’architetto giapponese Kenzo Tange e realizzati più tardi. 

L’amministrazione comunale modenese evidenziava la necessità di creare nuovi centri direzionali al di fuori del centro storico, per poter ricollocarvi nuove funzioni diverse da quelle amministrative e destinate ai servizi. Oltre all’area in oggetto, in seguito lo stesso dibattito porterà a concentrarsi sulla zona di via Corassori. 

Il complesso Direzionale ’70, sorge nella zona di espansione sud della città e trova una forte relazione urbana con il tracciato della via Giardini e della tangenziale sud, grazie alla disposizione dei corpi di fabbrica, agli spazi aperti che si creano tra questi producendo spazi per i parcheggi e per i percorsi di risalita ai piani superiori a creare un sistema fluido ed efficiente dei percorsi, tema centrale nella definizione di organismi architettonici plurifunzionali. Esso si compone di tre edifici, ciascuno caratterizzato da una piastra di tre piani con servizi commerciali, orientata parallelamente alla strada. Il primo, più piccolo e posizionati maggiormente a ridosso della via Giardini, si trova in posizione centrale rispetto ai due principali più arretrati posti a nord e a sud. 

Su ciascuna piastra sono impostate coppie di torri destinate ad uffici, rispettivamente una nel primo, due nell’edificio nord e tre in quello sud. 

L’immagine del complesso è affidata a questi elementi, non solo per la loro presenza volumetrica, ma anche per le scelte delle tecnologie, dei materiali e non da ultimo di natura formale, che li definiscono. I quattro lati di ciascuna torre sono caratterizzati infatti da un rivestimento in curtain wall in acciaio e vetro, di largo uso in quegli anni e il profilo curvilineo dei due lati corti poi, rappresenta un’immagine ormai consolidata e rappresentativa di questa parte di città.

Raffaello Scatasta (ed.), Tiziano Lugli architetto, Electa, Milano, 2002, pp. 30-33

Committente

Comune di Modena

Proprietà attuale

Mista

Trasformazioni

Altre catalogazioni

Riferimento PUG

Riferimento normativo

nessuno

Itinerario 1

L'esposizione racconta con un centinaio di opere il fondamentale ruolo di Torino per l’affermarsi del Liberty, un’arte che nella capitale sabauda diviene il fulcro di una storia che travolge ogni aspetto della vita e della società.

Breve descrizione immagine se ha senso nel contesto, marcare altrimenti come decorativa lasciando l'alt applicato ma vuoto.

Itinerario 2

L'esposizione racconta con un centinaio di opere il fondamentale ruolo di Torino per l’affermarsi del Liberty, un’arte che nella capitale sabauda diviene il fulcro di una storia che travolge ogni aspetto della vita e della società.

Breve descrizione immagine se ha senso nel contesto, marcare altrimenti come decorativa lasciando l'alt applicato ma vuoto.

Itinerario 3

L'esposizione racconta con un centinaio di opere il fondamentale ruolo di Torino per l’affermarsi del Liberty, un’arte che nella capitale sabauda diviene il fulcro di una storia che travolge ogni aspetto della vita e della società.

Breve descrizione immagine se ha senso nel contesto, marcare altrimenti come decorativa lasciando l'alt applicato ma vuoto.

Galleria